«Premesso che la mia condanna dei fatti di violenza che hanno colpito i gay è totale, sono tuttavia dell'avviso che la manifestazione dell'omosessualità, come anche dell'eterosessualità, in luoghi pubblici debba sempre seguire criteri di buon gusto e di rispettabilità. Questo vale sia per le coppie etero che per quelle gay, sia chiaro. Ecco, prego i gay, come anche gli etero, di contenere nell'ambito del lecito le loro effusioni nel rispetto della collettività». Lo ha detto il sottosegretario Carlo Giovanardi nel corso di KlausCondicio, il programma tv di Klaus Davi in onda su Youtube.
«Se mi trovo in un contesto familiare, che so, in una spiaggia affollata di famiglie o in un asilo con minorenni che vanno in giro, credo - ha aggiunto Giovanardi - che certe cose non debbano accadere. Questo vale per tutti. Le effusioni provocatorie vanno bandite».
Il senatore del Pdl è intervenuto anche a proposito del Gay Pride: «a Paola Concia e Franco Grillini - ha detto - ho sempre chiesto cosa c'entri la difesa di un orientamento sessuale diverso con il Gay Pride, nell'ambito del quale le persone ballano nude, si travestono da preti e da suore, irridono alla religione, prendono per i fondelli il Vaticano. Che cosa c'entra l'omosessualità con la sguaiataggine, il carnevale e la provocazione?».
«Il Pride è una festa. In politica spesso spettacolo senza morale»: gli organizzatori del Gay Pride di Roma del 3 luglio rispondono così al sottosegretario Carlo Giovanardi, che ha criticato i Gay Pride dove, a suo avviso, ci sarebbero manifestazioni eccessive e offensive.
«Giovanardi - dicono - dovrebbe piuttosto preoccuparsi del pessimo spettacolo che la politica sta offrendo agli italiani, con la corruzione, lo sfruttamento della prostituzione, il farsi regalare appartamenti e attici, guadagnare in un mese quanto guadagna un cittadino comune in un anno. Non trova Giovanardi che queste siano manifestazione offensive della morale pubblica?».
«Il Pride - aggiungono - è una festa oltre che una rivendicazione di diritti che questo Paese, grazie a questo ceto politico, non ha ancora previsto. In tutta Europa oltre che in tutto il mondo il giorno del Pride si balla e si canta. La comunità gay manifesta così l'orgoglio della propria visibilità, anche come cittadini, tutti i giorni, con figli e famiglie non riconosciute dalle leggi che Giovanardi contribuisce a non far approvare. Mediti Giovanardi...».
Al Gay Pride potrebbe anche partecipare, ma a quello dell'anno prossimo e solo se quest'anno sarà una manifestazione più composta: così il sottosegretario Carlo Giovanardi risponde alle polemiche. «Non ho nessuna difficoltà a partecipare al Gay Pride - afferma il senatore del Pdl - ma all'edizione del prossimo anno, se il 3 luglio a Roma la manifestazione dell'orgoglio omosessuale avrà archiviato quegli aspetti sguaiati e offensivi dell'altrui sensibilità, che nulla hanno a che fare con la difesa dei diritti degli omosessuali».
ROMA PRIDE, ORGANIZZATORI: QUEST'ANNO POLITICI SOLO SE SI BACIANO
"Al sottosegretario Giovanardi che ci rassicura che parteciperà l´anno prossimo al Pride se quest'´anno ci comportiamo bene, vogliamo ricordare lo slogan della manifestazione del 3 luglio: ogni bacio una rivoluzione. Noi apriremo la parata dell´orgoglio con migliaia di baci, e i politici che vorranno partecipare - noi non li inviteremo - dovranno anche loro baciarsi in piazza, anche baci etero. Quindi se per Giovanardi i baci non significano sguaiatezza, lo aspettiamo anche noi". E' quanto dichiarano in una nota gli organizzatori del Roma Pride 2010 del 3 luglio.